Scoppia una bomba - 2 agosto 1980 - Piantiamo la memoria
 
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    Scoppia una bomba

    2 agosto 1980 - Piantiamo la memoria

    La prof. Venturoli che racconta le tracce della strageIl giorno 14 gennaio abbiamo effettuato un’uscita didattica presso la stazione di Bologna nell'ambito del progetto "Piantiamo la memoria". L’uscita mirava a far conoscere ciò che successe il 2 agosto 1980 e, soprattutto, a farci capire come accadde. 

    Erano gli anni di piombo, un periodo nel quale avvennero violenze di piazza, lotte armate e terrorismo. 

    La “strategia della tensione” consiste nell’effettuare atti terroristici per creare paura nella popolazione, affinché scelga il partito che promette la protezione da questi atti terroristici. 

    La strage di Bologna venne fatta proprio per questo motivo, siccome Bologna era la città in cui la sinistra operava meglio. Così facendo i cittadini avrebbero creduto che la sinistra non era in grado di proteggerli e avrebbero votato per un partito di destra. I tre responsabili vennero rilasciati negli anni seguenti (Ciavardini 2000, Fioravanti 2009, Mambro 2013), dopo un processo che permise loro di seguire un percorso di “Riabilitazione”.

    Durante l’uscita che abbiamo fatto siamo stati accompagnati da Agile Melloni, l’autista dell’autobus 37, l’autobus che trasportò i morti in obitorio. Mentra parlava si riusciva a sentire dalla voce come aveva vissuto la strage. Ci ha raccontato che degli 85 morti la maggior parte aveva meno di 25 anni e che tutti i 200 feriti erano molto gravi. 

    L’uscita didattica mi è piaciuta molto, è stata interessante e coinvolgente. Io non avevo mai parlato molto della strage, quindi mi è servito molto. Mi è piaciuto il fatto che la professoressa  Venturoli che ci ha accompagnato ci ha anche raccontato della vita delle vittime.

    All’interno della stazione sono ancora presenti dei segni della strage: la finta crepa sulla parete della sala d’attesa, le pareti di colore diverso della sala d’attesa, la lapide ai caduti, la pensilina di un colore distintivo e la targhetta dell’Unesco. 

    Federico 2A - Piantiamo la memoria

    La storia

    A Bologna il 2 Agosto 1980 scoppia una bomba nella stazione centrale dei treni. La bomba esplode alle 10:25, posizionata nella sala Sul binariod’aspetto “di seconda classe”, vicina al primo binario. Sono morte 85 persone, e ci sono stati più di 200 feriti. La sala d’aspetto è stata ricostruita, ma il muro esterno è stato  dipinto con un colore diverso. Uno degli orologi esterni è rimasto fermo alle 10:25 (orario in cui è scoppiata la bomba) per ricordare l’accaduto. Nella sala d’aspetto, nel punto in cui è avvenuta l’esplosione, è rimasto il pavimento originale; tra la sala d’aspetto e il marciapiede del primo binario c’è una crepa chiusa con del vetro. Quel giorno gli autobus hanno fatto da ambulanze.

    Il testimone parla della sua esperienza dopo 40 anni di silenzio

    Il terrorismo

    Si pensa che la bomba sia stata messa dai “NERI”, i fascisti, la NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), visto che Bologna era “ROSSA”, comunista. I colpevoli si pensa siano stati: Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini. Si aprono i processi ma i “SISMI” (Servizio Informatico Sicurezza Militare) che facevano parte dei servizi segreti italiani, ad un certo punto smettono di indagare, come se volessero nascondere la verità.

    Le indagini

    Massimo Sparti, dichiara che Francesca Mambro e il suo fidanzato, Giuseppe Valerio Fioravanti gli chiesero dei documenti falsi. Nel frattempo Gilberto Cavallini viene incarcerato. Dopo una serie di controlli si è scoperto che Massimo Sparti mentiva così lo hanno imprigionato, ma ha fatto finta di ammalarsi in modo che venisse scarcerato e gli si fornissero tutte le cure. Stefano Sparti (il figlio) conferma il fatto che il padre stesse mentendo. I due si rivedono solo quando Massimo sta per morire veramente. Paolo Giovagnoli interviene per dire che a suo parere i familiari di Massimo Sparti stanno mentendo per paura.

    I responsabili

    Francesca Mambro è stata condannata nove volte all’ergastolo, ma è libera dal 2013. Giuseppe Valerio Fioravanti è stato condannato a otto ergastoli ma è anche lui libero, lui però dal 2009. Gilberto Cavallini è stato arrestato il 12 Settembre del 1983. Ora è detenuto a Terni con la semilibertà provvisoria. Ora che sono passati quarant’anni non si sa chi sia stato di preciso a mettere la bomba facendo perdere la vita a 85 persone, ferendone fisicamente più di 200, e coinvolgendo dentro emotivamente molte altre: i familiari e gli amici dei deceduti e tutto questo per quale motivo? I presunti colpevoli ora sono liberi e hanno una vita esattamente come la nostra, come se la storia non avesse un peso, certo in passato però sono stati condannati. Si spera che di queste situazioni non ce ne siano più. Sinceramente penso che  non sia giusto che ora Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti siano in libertà nonostante la condanna, hanno comunque messo una bomba! Mi viene il dubbio che in questo caso la giustizia non sia prevalsa.

    Martina 2A - Piantiamo la memoria

     IL TESTIMONE  

    Il signor Agile Melloni era un dipendente dell'allora T-per quando la bomba esplose. Si trovava sul ponte di Galliera nel  momento dell'esplosione. Rendendosi conto dell'accaduto andò in stazione chiedendo se ci fosse bisogno d'aiuto. Decise di usare gli autobus per trasportare i morti e feriti. In più, lui racconta che un po' tutte le persone che erano lì cercavano di dare una mano come potevano, c'era chi portava delle bevande e dell'alcool e chi allestiva delle vere e proprie ambulanze negli autobus. 

    Bisma 2 A - Piantiamo la memoria

    di Bisma 2A

    di Federico 2A

    di Martina 2A


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